Scarpe chiodate: differenze tra pista e campestre, chiodi e lunghezze
Chiodate da velocità, mezzofondo, fondo e cross: come sono fatte, quanti chiodi hanno, che lunghezza usare su pista e su prato e cosa dicono le regole.
Le scarpe chiodate servono a non scivolare e a spingere meglio dove una scarpa normale perde aderenza: la pista in materiale sintetico e i prati della corsa campestre. Ma una chiodata da 100 metri e una da cross sono quasi due attrezzi diversi. Ecco come orientarsi.
Come è fatta una scarpa chiodata
Sotto l'avampiede c'è una piastra rigida con i fori filettati dove si avvitano i chiodi; il tallone è basso o quasi assente, perché in velocità si appoggia solo l'avampiede. La tomaia è sottile e aderente, il peso molto basso. I chiodi si cambiano con una piccola chiave che di solito è nella confezione.
I tipi di chiodate
- Velocità (60–400 m): piastra molto rigida e aggressiva, spesso lunga fino al centro del piede, quasi niente ammortizzazione. Spingono tantissimo ma sono scomode sulle distanze lunghe.
- Mezzofondo (800–1500 m): una via di mezzo: piastra un po' meno rigida e un minimo di schiuma sotto il tallone.
- Fondo (3000–10.000 m e siepi): più ammortizzate e flessibili, si portano per molti giri senza affaticare troppo polpacci e piedi. Sono le più usate anche nella campestre.
- Cross (campestre): chiodate o tassellate pensate per prati, fango e curve strette: tomaia più robusta, a volte con lacci protetti, più protezione sotto il piede.
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Quanti chiodi e quanto lunghi
Il regolamento tecnico di World Athletics, applicato dalla FIDAL, fissa dei limiti: al massimo 11 chiodi per scarpa e una sporgenza massima di 9 mm (12 mm solo per salto in alto e giavellotto). Ma il limite più importante spesso è quello dell'impianto: molte piste sintetiche ammettono solo chiodi corti, di solito 6–7 mm, per non rovinare il manto. Controlla sempre il regolamento della gara o della pista dove ti alleni.
- Pista: chiodi corti, 5–7 mm, secondo le regole dell'impianto.
- Campestre: chiodi più lunghi su prato e fango (spesso 9 mm, nei limiti del regolamento della gara); su terreno secco e duro meglio quelli corti.
- Strada e tratti asfaltati: niente chiodi: si rovinano subito e si scivola. Se il percorso del cross ha molto asfalto, valuta una scarpa da trail leggera.
La forma dei chiodi
- A punta (ad ago): sottili, entrano bene nel sintetico morbido; spesso vietati sulle piste più delicate.
- Piramidali: i più comuni e versatili, vanno bene su quasi tutte le piste.
- Ad albero di Natale (a gradini): pensati per piste dove le punte non sono ammesse, spingono senza penetrare troppo.
Lo spessore della suola
Dal 1° novembre 2024 nelle gare in pista lo spessore massimo della suola è di 20 mm per tutte le distanze: ne parliamo nelle regole sulle scarpe.
Consigli pratici
- Le chiodate si usano per gare e allenamenti veloci, non per il riscaldamento o i giri lenti: polpacci e tendine d'Achille lavorano molto di più. Abituati gradualmente.
- Prendile aderenti, con poco spazio davanti: il piede non deve muoversi dentro.
- Dopo ogni uso togli fango ed erba, e ogni tanto svita e riavvita i chiodi perché non si blocchino.
- Tieni in borsa una chiave e qualche chiodo di ricambio di lunghezze diverse.
Fonti: FIDAL – norme per l'utilizzo delle scarpe, World Athletics – Book of Rules (Regola 5).
Articolo scritto dalla redazione di RunPrezzi.it. Le informazioni su salute e allenamento sono generali e non sostituiscono il parere di un medico o di un allenatore.



