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Scarpe · 16 ottobre 2026 · 2 min di lettura

Scarpe chiodate: differenze tra pista e campestre, chiodi e lunghezze

Chiodate da velocità, mezzofondo, fondo e cross: come sono fatte, quanti chiodi hanno, che lunghezza usare su pista e su prato e cosa dicono le regole.

Le scarpe chiodate servono a non scivolare e a spingere meglio dove una scarpa normale perde aderenza: la pista in materiale sintetico e i prati della corsa campestre. Ma una chiodata da 100 metri e una da cross sono quasi due attrezzi diversi. Ecco come orientarsi.

Come è fatta una scarpa chiodata

Sotto l'avampiede c'è una piastra rigida con i fori filettati dove si avvitano i chiodi; il tallone è basso o quasi assente, perché in velocità si appoggia solo l'avampiede. La tomaia è sottile e aderente, il peso molto basso. I chiodi si cambiano con una piccola chiave che di solito è nella confezione.

I tipi di chiodate

  • Velocità (60–400 m): piastra molto rigida e aggressiva, spesso lunga fino al centro del piede, quasi niente ammortizzazione. Spingono tantissimo ma sono scomode sulle distanze lunghe.
  • Mezzofondo (800–1500 m): una via di mezzo: piastra un po' meno rigida e un minimo di schiuma sotto il tallone.
  • Fondo (3000–10.000 m e siepi): più ammortizzate e flessibili, si portano per molti giri senza affaticare troppo polpacci e piedi. Sono le più usate anche nella campestre.
  • Cross (campestre): chiodate o tassellate pensate per prati, fango e curve strette: tomaia più robusta, a volte con lacci protetti, più protezione sotto il piede.

Trovi i modelli con i prezzi di oggi in chiodate da pista e in scarpe da campestre.

Quanti chiodi e quanto lunghi

Il regolamento tecnico di World Athletics, applicato dalla FIDAL, fissa dei limiti: al massimo 11 chiodi per scarpa e una sporgenza massima di 9 mm (12 mm solo per salto in alto e giavellotto). Ma il limite più importante spesso è quello dell'impianto: molte piste sintetiche ammettono solo chiodi corti, di solito 6–7 mm, per non rovinare il manto. Controlla sempre il regolamento della gara o della pista dove ti alleni.

  • Pista: chiodi corti, 5–7 mm, secondo le regole dell'impianto.
  • Campestre: chiodi più lunghi su prato e fango (spesso 9 mm, nei limiti del regolamento della gara); su terreno secco e duro meglio quelli corti.
  • Strada e tratti asfaltati: niente chiodi: si rovinano subito e si scivola. Se il percorso del cross ha molto asfalto, valuta una scarpa da trail leggera.

La forma dei chiodi

  • A punta (ad ago): sottili, entrano bene nel sintetico morbido; spesso vietati sulle piste più delicate.
  • Piramidali: i più comuni e versatili, vanno bene su quasi tutte le piste.
  • Ad albero di Natale (a gradini): pensati per piste dove le punte non sono ammesse, spingono senza penetrare troppo.

Lo spessore della suola

Dal 1° novembre 2024 nelle gare in pista lo spessore massimo della suola è di 20 mm per tutte le distanze: ne parliamo nelle regole sulle scarpe.

Consigli pratici

  • Le chiodate si usano per gare e allenamenti veloci, non per il riscaldamento o i giri lenti: polpacci e tendine d'Achille lavorano molto di più. Abituati gradualmente.
  • Prendile aderenti, con poco spazio davanti: il piede non deve muoversi dentro.
  • Dopo ogni uso togli fango ed erba, e ogni tanto svita e riavvita i chiodi perché non si blocchino.
  • Tieni in borsa una chiave e qualche chiodo di ricambio di lunghezze diverse.

Fonti: FIDAL – norme per l'utilizzo delle scarpe, World Athletics – Book of Rules (Regola 5).

Articolo scritto dalla redazione di RunPrezzi.it. Le informazioni su salute e allenamento sono generali e non sostituiscono il parere di un medico o di un allenatore.

Scarpe di cui parliamo, con i prezzi di oggi

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